Ai piedi del letto il mostro continuava a ripetere la stessa cosa.
Il suo disturbo si limitava a questo: comparire nel bel mezzo della notte, prendere posto in modo impacciato sul mio alluce destro e, dopo avermi svegliata, ripetere sempre la stessa cosa.
Una cosa che al mattino non ricordavo più.
Una cosa che non ho ancora capito.
[...]
Ma una notte il mostro non tornò.
Nulla schiacciava più il mio alluce, nulla mi svegliava più. Le ore oscure passavano senza pesare. Mi svegliavo più bella, sorridevo di più.
Tuttavia cominciai a provare una malinconia struggente, una nostalgia irrisolvibile verso quella frase sentita mille volte che non mi era concesso ricordare.
Cominciai a credere che se il mostro fosse tornato un'ultima volta avrei finalmente capito.
Fu così che mi ritrovai ad aspettarlo.

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