Come mi piace questa poca poca fiamma dal mozzicone di una candela.. Le gambe le tengo come lancette d'orologio sull'una e venti. Non mi fa venire in mente nulla. Al posto della testa sento come un lago, nuvole e acquetta stanca, tipo acqua d'ofelia. Silenzio rotto dal ticchettio, che sembra più uno zampettio. Presenze mi consolano in questo scantinato, ma vorrei sapere cosa sono, e anche io, chi sono.
Una ballerina in pausa ? o una sposa pentita ? Giù a precipizio da una sala prove o da una chiesa, nel sotterraneo. Dicono sia simbolico. Senza muovermi, in una finta corsa di una finta fuga. Forse morta. Il cuore che ho batte ? Non sento un battito, solo un tic tic. Il mio cuore ha sottili zampette, sottili antenne, spessa corazza nera e lucida, e va su e giù. Zampe-ventricoli.
Con le gambe a compasso, il tulle bianco, il muro che mi sorregge, sono innaturale, tipo morta. Li vedo, sul vestito, sono scarafaggi, fermi, lucidi, affondano, scricchiolano. Mi accompagnano, loro, invece di uno sposo con la faccia sprofondata nella gonna.
La luce della candela mi ricorda quando giocavo alle torture con la barbie, che con i vestiti a brandelli facevo vagare in una landa desolata e fredda, tra gli stenti e la fame. E' cominciata allora questa storia del tulle bianco e della cantina, con gli amici insetti. Il piacere è il supremo privato, ed io soltanto così posso sentirmi.
(vedi foto)

1 commenti:
Ricordo ancora molto bene il pizzicorino strano che provavo quando giocavo alle torture con la Barbie, pensavo di averlo perduto in chissà quale anfratto psichico e invece eccolo qui, senza una piega, come se non fosse mai stato indossato.
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