lunedì 14 febbraio 2011

Bonus Malus


Sole Quadrato Urano

Continuava a chiamarmi nel cuore della notte: "Dammi ciò che mi devi" diceva "o faccio saltare tutto."
Credevo di aver raggiunto un livello in cui potevo finalmente evitare di mentire e prendere una pausa dalla paura, ma avevo esagerato con l'autodifesa e nella smania di rendermi inespugnabile mi era sfuggito un errore di valutazione. 
Risultato: avevo arruolato un folle.
Era stato cantante rock, scultore, hacker e artificiere.
Pensai che con quei trascorsi sarebbe stato abile a prevedere ed arginare l'imprevisto, infatti mise in piedi un sistema di sicurezza ineccepibile ma... ebbe a che dire sul contratto.
Ci fu una negoziazione estenuante poi sembrò accettare il compenso e per un po' tutto tacque.
Finché non cominciò con le telefonate: "La situazione potrebbe precipitare in qualunque momento, attento a quel che fai..."
Non era accaduto ancora nulla di grave e probabilmente non sarebbe accaduto mai, era capriccioso, dispettoso e forse anche un po' bugiardo, ma non sembrava capace di spingersi oltre.
Cambiava continuamente la posta in gioco, non voleva il mio denaro né nulla di ciò che negli anni mi aveva chiesto.
Quando mi presentavo agli appuntamenti lui non c'era mai, mi contattava qualche tempo dopo con una richiesta diversa.
Se decidevo di ignorarlo metteva in atto qualche fastidiosa rappresaglia.
Cominciai a uscire sempre meno per paura di rimanere imbrigliato in uno dei suoi trabocchetti, mi ritrovai a moderare l'iniziativa e ridurre le attività perché sicuramente qualcosa sarebbe andato storto, mi convinsi che ogni atto avrebbe comportato un imprevedibile prezzo da pagare.
La valutazione del rischio divenne il mio pensiero dominante, mi assorbiva al punto da farmi trascurare azioni, intenzioni e fini.
Con tenacia uguale e contraria egli continuava a lasciarmi intuire complicazioni sempre nuove.
Andammo avanti così, in scacco perpetuo, senza decretare mai un finale di partita.


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