Nettuno Luna in quadrato
La ragazza suona il campanello dello studio con dieci minuti di ritardo.
Il fotografo apre e l' accompagna nello studio, una grande stanza semivuota, uno sgabello, fondale bianco in tessuto. Le spiega che il set ha una durata di due settimane, e riguarda alcuni esperimenti sulle lenti e la messa a fuoco. Le chiede di spogliarsi e sedersi. Non ha bisogno di assumere pose.
La ragazza si toglie il vestito nero, le scarpe, le calze, la biancheria, appoggia ogni cosa sul divano bianco. Curve morbide, pelle chiara e capelli scuri corti. Si siede sullo sgabello, con le mani appoggiate in grembo.
Il fotografo si mette dietro la macchina e comincia a scattare. La ragazza ascolta il cliccare della macchina fotografica come il dondolio di una culla.
Il ronzio degli scatti finisce, il fotografo le chiede di non andarsene e esce da una porta laterale. La ragazza sente freddo e si riveste.
Accanto al divano bianco, un tavolino con un vassoio di cristallo pieno di cioccolatini dalla carta argentata. Ne prende uno e lo annusa, ma lo rimette a posto. Teme di annoiarsi per due settimane.
Si avvicina alla macchina fotografica che sta dritta sul cavalletto, guarda dentro l'oculare. Nell'inquadratura in basso qualcosa di rosso e sfuocato ondeggia in un battere di ciglia quasi all'unisono. La ragazza gira la ghiera della messa a fuoco. Nell'oculare l'immagine diventa nitida, al bordo inferiore mostra una fila di fragole rosse che salutano verso di lei, come turisti da una corriera.
Di scatto la ragazza si allontana dal corpo nero della macchina fotografica.
Si stende sul divano bianco, scarta un cioccolatino e guarda verso la porta laterale.
seconda puntata


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