martedì 1 marzo 2011

5. Del servire

il precedente


Cara Gigliola,
ho trovato. Una sera, anzi non una sera qualsiasi, ma l'ultima volta che sono uscita dallo studio della dottoressa Otile, mi sono fermata in un bar dove non ero mai stata prima. Un posto squallido, dove c'erano solo alcuni uomini che bevevano. Ho preso un calvados doppio e riempito pagine del mio quaderno, scaricando tutta quell'immondizia psichica che avevo respirato nelle ore passate dietro la scrivania. Ma forse stavolta c'era qualcosa di eccessivo di cui non sono riuscita a liberarmi. Quando mi sono alzata per andarmene, sono caduta a terra svenuta. Un tale mi ha soccorso, gentile. Mi ha riaccompagnato a casa. Per strada gli ho raccontato che ero senza lavoro. Mi ha chiesto il numero di cellulare perchè forse poteva aiutarmi. Ha chiamato dopo qualche giorno, e mi ha chiesto di occuparmi della sua casa.
Ho accettato. Mi piace pulire il caos altrui, fare ordine e chiarezza nelle cucine e nei bagni di altri. Tu dirai che non è degno di me, della mia lunga esperienza come segretaria di un' affermata psicanalista. Io credo invece che piegarsi su un pavimento e togliere lo sporco sia esattamente quello che faceva la dottoressa con i suoi pazienti. In più sento il bisogno di annullarmi, ad esempio in una divisa, con crestina bianca inamidata, grembiule candido, guanti di gomma, gonna nera. E di stare giù. Abbassarmi, cercare la parte sporca che soltanto nel servire posso trovare. Sono stanca, ho guardato per tanto tempo il cuore nero dell'umano in un elegante e raffinato studio come comparsa, addetta alle luci, sarta di scena. Sento di aver preso su di me una sorta di radiazione, che ha prodotto un danno. Non so ancora quale. Sto bene, non preoccuparti per me. Tua Claire

continua qui

0 commenti:

Posta un commento