Casa X , Sole in Cancro, Mercurio in Leone.
[segue da qui]
Il vecchio si ferma davanti alla vetrata orientale.
C'è una costruzione avveniristica che domina la sky line: una torre di controllo d'avorio di resina bianca e trasparente.
La struttura è in effetti abitata da un giovane uomo, o meglio da un ragazzo invecchiato.Ora è anche lui alla finestra, nudo, beve un bicchiere di latte.
Si dice che abbia scelto la solitudine dopo una ferita d'amore.
Da allora la torre è impenetrabile e, di tanto in tanto, nelle ore notturne, si odono strani lamenti provenire dai piani interrati.
Il fungo ha una corona minore a mezzo fusto fatta di un materiale che all'alba e al tramonto si tinge d'oro. Negli appartamenti di quest'area inferiore vive un bambino, abilissimo manovratore di una minuscola navetta alata. Ogni giorno quando sorge il sole e la corona si tinge d'oro, il bambino decolla e compie spericolate evoluzioni tutt'attorno al fungo allietando gli occhi tristi del padrone di casa.
La mia casa è circolare, si trova in cima ad una torre impossibile da scalare e ammesso che qualcuno lo facesse verrebbe sicuramente annientato dal sistema di sicurezza. Le vetrate attraverso cui guardo il mondo sono specchiate.
Sono in pigiama, bevo un bicchiere di latte caldo.
Da quassù vedo tutto, domino il mondo che mi raggiunge sotto forma di eco.
Nel complesso, dall'esterno, il mio castello pare un fungo avveniristico, minimale e accecante.
Ora mi tolgo il pigiama e cammino, nudo, in cerchio. Ora corro, eppure resto fermo (la testa del fungo può ruotare).
La mia è un' inerzia da tapis roulant, fatico moltissimo senza spostarmi di un millimetro.
Due volte, stanco della solitudine, ho lasciato che qualcuno entrasse.
All'inizio fu bellissimo, mi sembrava quasi che l'ospite facesse parte di me.
Me ne stavo nudo al suo cospetto ed esaudivo i suoi desideri prima ancora che li esprimesse: per me era molto facile leggerli sul suo volto, nei suoi gesti o nelle parole che sceglieva.
L' ospite sembrava gradire, si metteva nelle mie mani lasciandosi accudire...
Ma non era in grado di ricambiare, non conosceva l'empatia e finiva ben presto con l'annoiarsi.
Quando questo accadeva sulle pareti del fungo si aprivano delle crepe e contemporaneamente io cominciavo a sanguinare.
Soffrivo tantissimo.
Insensatamente.
Ero costretto a rinchiudere l'ospite nelle segrete.
Continuavo a sentirlo urlare per anni.
Dopo tredici anni sono riuscito ad espellere il mio primo corpo estraneo sotto forma di perla.
Sono un' ostrica per palati raffinati, puoi ottenere il meglio da me violentandomi o torturandomi.
Odio lo champagne.
Nonostante la capacità di produrre perle e di saper soddisfare anche i gusti più difficili, alla fine preferisco starmene da solo.
Non credo esista qualcuno in grado di leggermi e di condividere nudo questo spazio circolare senza farmi sanguinare.
Questo è il mio dono.
Questo è il mio supplizio.



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