Antonio è un amico, che combinazione ritrovarlo qui dopo tanto tempo. Non è cambiato. Lo credo bene, non si è mai sposato. E ha preferito lasciar perdere anche la carriera e i sogni di gloria lavorando quel tanto che basta, sotto i pini, in estate... Come dargli torto... D'accordo vive in un monolocale, si sposta in scooter e non ha titoli da anteporre al cognome, ma nessun cappio al collo e tanta, tanta... ... scelta.
Eravamo appena arrivati, mia moglie va a rinfrescarsi dopo il viaggio, lui mi mette in mano la chiave e mi dice: "Fanne buon uso." Strizzatina d' occhio, buffetto tra le gambe.
E così è cominciato tutto.
...
Sono le 10. Mi guardo intorno.
Eccoti. Bianca, bianca, abbagliante, castigata nel costumino intero ma con le unghie laccate... non la racconti giusta, l'ho capito subito.
Sono due giorni che ti studio.
Stai molto attenta a non bruciarti, scegli la penombra, ti nascondi dietro a un libro o ai tuoi occhiali anni '50, ma poi anche tu sei costretta ad alzarti, perché fa tanto caldo, hai bisogno di acqua, gelida, addosso.
Ti muovi lenta mentre ti guardo.
Sotto la doccia non ti scomponi, poi torni e prima di stenderti di nuovo non resisti e controlli.
Oggi ho un libro anche io per rassicurarti e renderti più audace.
Infatti butti l'occhio mentre assorto, mi gratto.
Mia moglie non ha pace, vuole ombra. L'aiuto a spostarsi. Si mette a un metro da te.
Poco dopo vuole andare in acqua. Declino. Tu assisti.
Esce e va a cambiarsi. E' il momento. Mi sposto all' ombra anch'io, metto la mia brandina accanto alla tua.
Ora hai paura, lo avverto. Ti guardo dritta negli occhi per capire se ti piace. Resti immobile, senza fiato, ma non ti sottrai. E' fatta.
Ti lascio il biglietto e non ti considero più. Avrai bisogno di un po' di tempo per districarti nel groviglio ipocrita in cui evidentemente sguazzi.
Mangio un panino con mia moglie dandoti le spalle. Il prosciutto è buono. Recito la mia parte alla perfezione, con lei, con te, come ho fatto tutte le volte, con tutte.Dopo pranzo mia moglie perde i sensi come un neonato, io invece preferisco il caffè e muovermi un po'...
Ti ho lasciato venti minuti per decidere, mi alzo e mi dirigo verso il bar. Per il momento niente caffè, forse più tardi, per dare un supporto olfattivo al mio alibi, tiro dritto fino ai bungalow, fino all'ultimo, prendo la chiave di Antonio da sopra lo stipite, la infilo nella toppa ed entro.
Caldo, penombra, odore di legno. Mi siedo e aspetto. Penso a mia moglie che dorme. La maniglia si abbassa. Eccoti, abbagliante. Hai fatto presto.
...
Per voi è diverso, arrivate vibranti e cariche come molle. Vi brillano gli occhi, vi trema il respiro, il cuore vi batte fin troppo forte... forse perché vi piace sentirvi sporche, sbagliate o vittime... agire nascoste, affidarsi all'ignoto, rischiare fisicamente... potrebbe succedervi qualunque cosa eppure attraversate l'ombra, abbassate la maniglia ed entrate.
Io non ho tutto questo dentro di me. L'ho cercato per un po' ma non l'ho mai trovato. Ve l'ho invidiato. Poi ho capito che l'unico modo per averlo era prendervelo.
Così vi aspetto, una dopo l'altra, nell'ultimo bungalow e mi cibo di voi, mi prendo ciò che voi riuscite a produrre autonomamente e in abbondanza e che per me invece resta un mistero.
Non ricordo i dettagli, dopo, non provo rimpianto o nostalgia, non mi affeziono.
Non ci si affeziona al proprio pasto, si mangia, si digerisce, si trae l'energia necessaria a procurarsene un altro, si espelle.
...
Il caffè di Antonio fa veramente schifo. Ma tant'è.

1 commenti:
adesso si! :O) WOnderfuL
Posta un commento