lunedì 13 dicembre 2010

Il Sole Nero



VII casa incipit in Sagittario si estende in Capricorno


Devo sapere. Devo vederlo con i miei occhi. L'imperativo era martellante. Di una tale forza di risucchio non avevo mai sentito parlare fino ad ora. Possibile che esista davvero? E dove mai potrebbe portare? Dal Dio degli Dei? in che genere di Inferno? E se portasse di nuovo Qui?

Dov'è la mia tuta? il casco... E' da un po' che non volo ma dovrebbe essere rimasto tutto al suo posto. Mentre così pensavo, frugavo in cassetti e armadi, mi spostavo nella stanza in preda ad un'eccitazione glaciale, il mio corpo, la mia mente, ogni battito del mio cuore, tutto era teso a partire il prima possibile. I miei gesti erano un po' sconnessi, febbrili ma misurati, densi....i pensieri potevano fluire senza bloccarli: Forse dovrei avvisare mia moglie, forse dovrei chiedere prima il permesso alla base.

Non ricordo bene come avvenne, ma nel giro di tre giorni ero pronto. Seduto nella navicella. Solo. Tutti i permessi in ordine, festa di saluto data. Era strano volare di nuovo dopo tutti quegli anni passati a lavorare sulla terra ferma in mezzo a quella confusione dove venivi abbagliato da mille luci e non riuscivi a scoprire che poche sorgenti.

Quando superate le nuvole uscii dall'atmosfera, mi scesero due lacrime di commozione.

Lo Spazio vuoto, nero, immenso così' ricco di possibilità inimmaginabili. Una sorpresa continua nel vuoto più incredibile.

La prima tappa era Saturno. La colonia umana lì era ben organizzata, ma soprattutto distava meno di una anno luce dal Nodo. E io il Nodo dovevo vederlo, con i miei occhi.

Si ipotizzava fosse un buco nero particolarmente potente, ma gli studi a riguardo erano monchi e i dati non combaciavano.

Non vorrei dilungarmi troppo ma penso sia importante farvi sapere almeno i punti salienti del mio viaggio. Voglio chiarire dove ho dovuto affrontare le difficoltà più grandi come l'abnorme quantità di dati e la totale mancanza di un'unica chiave di lettura. Dopo aver esperito l'attrazione annientatrice di quel che chiamo, il mio Sole Nero, mi sono ritrovato costretto a firmare un contratto dalle clausole molto restrittive riguardo alla comunicazione della mia esperienza.

Non sono stata la sola ad esperire il Nodo. Ma la sola che ha rischiato di non tornare.

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