ho 14 anni e mi chiamo Giulietta. Mi piacciono le tende sollevate dal vento e i liquidi. Nella sua bella lettera, signora Violetta, lei parla di tante cose, e non so bene cosa risponderle. Sui padri, sono d'accordo. Ho visto spesso la scena che lei descrive. Loro bevono a tavola sempre, e brindano con chiunque sia utile brindare. Quando invece parla delle boccette colorate, quelle delle medicine, allora sì. Le adoro. E' innanzitutto per la forma del contenitore, piccolo e panciuto o quadrato con gli angoli smussati o a piramide: e poi di vetro colorato, verde o marrone, a volte blu, e anche viola. Non posso fare a meno di aprirle e assaggiarne un pochino, anche se sono amarissime. In casa lo sanno, e mettono sotto chiave tutto, perchè è successo che sono stata male dopo aver bevuto da un'ampolla di vetro marrone. Un vero peccato, perchè aveva un fantastico gusto di mandorla. Mi hanno fatto vomitare, quel giorno, e devo dire che non mi è dispiaciuto. La mia famiglia crede sia stato un incidente, quella volta, e io sono stata ben attenta a non smentire la loro idea.
La cosa più difficile per me adesso è procurarmi altre bottigliette. Per questo ho dovuto chiedere a qualcuno.
La cosa più difficile per me adesso è procurarmi altre bottigliette. Per questo ho dovuto chiedere a qualcuno.
Una sera c'era una festa, e un paio di tizi mascherati facevano gli scemi. Si capiva subito che non erano nostri amici, per lo meno io l'avevo capito. Uno di loro mi guardava continuamente. Dopo finita la festa, mi ha seguita in giardino. Solo uno che non era dei nostri amici poteva comportarsi così da zotico. E quando mi ha detto chi era, ho avuto un lampo di genio. Chi meglio di un nemico giurato della mia famiglia poteva aiutarmi, dato che non avrebbe potuto raccontare nulla.
Così è andata. Gli ho permesso di venire altre volte in giardino. Ogni volta gli parlavo della mia collezione di boccette colorate. Per compiacermi ha cominciato a portarmi delle bottigliette che rubava all'amico, uno fissato con gli intrugli alchemici. Si vantava che tra quelle che aveva rubato c'era una medicina potentissima che poteva essere mortale alla dose sbagliata. Per gioco abbiamo cominciato a sfidarci quanto riuscivamo a resistere con poche gocce senza star troppo male, provandole tutte. Ci ha preso gusto a farmi bere quelle boccettine piccole e tanto dolci da far vomitare.
Così è andata. Gli ho permesso di venire altre volte in giardino. Ogni volta gli parlavo della mia collezione di boccette colorate. Per compiacermi ha cominciato a portarmi delle bottigliette che rubava all'amico, uno fissato con gli intrugli alchemici. Si vantava che tra quelle che aveva rubato c'era una medicina potentissima che poteva essere mortale alla dose sbagliata. Per gioco abbiamo cominciato a sfidarci quanto riuscivamo a resistere con poche gocce senza star troppo male, provandole tutte. Ci ha preso gusto a farmi bere quelle boccettine piccole e tanto dolci da far vomitare.
Ha ragione signora Violetta, quando dice di non fidarsi. Quel Romeo si avvicinava a me serio con occhi benevoli ma un po' sprezzanti, invitandomi a bere ancora una goccia se avevo il coraggio. Io il coraggio l'ho avuto, lui invece ha perso la testa quando mi ha vista cadere giù con un bel colorito bluastro sulle guance. Aveva in tasca un' ampolla verde, il rimedio di soccorso. Ma se n'è dimenticato.
Ho imparato, signora Violetta, che gli uomini seri dallo sguardo benevolo dimenticano. Non darò più a nessuno la mia collezione di vetri colorati e di liquidi amari, ma la terrò tutta per me.
Ho imparato, signora Violetta, che gli uomini seri dallo sguardo benevolo dimenticano. Non darò più a nessuno la mia collezione di vetri colorati e di liquidi amari, ma la terrò tutta per me.
Sua Giulietta


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