Cominciamo dalla fine. “E' taaardi!”Mai capitato di rovesciare un bicchiere di vino sulla tovaglia bianca? Fine. Oppure finalmente! Le regole del dramma vogliono che la macchia sia motore dell'azione. Così io, Violetta, sono mio malgrado la rotella di un meccanismo. Macchiata.
Di liquidi versati a sproposito si parla anche nella tua tragedia, cara Giulietta, Most excellent and lamentable tragedy. Non bere, non farlo. Le bottigliette sono insidiose.
La mia storia annega dall'inizio nei bicchieri, i lieti calici, sotto i lampadari accesi di una festa. Bere e macchiare, perchè lo champagne sulla seta dei vestiti ogni sera, ogni festa, ogni cena. Non sempre è colpa mia, il più delle volte sono gli uomini a perdere l'equilibrio della mano che regge il bicchiere. E lo fanno accanto a me, che sia seduta o in piedi, o distesa sul sofà. E' il mio destino essere macchiata da costoro, che giovani o vecchi, mi si avvicinano ad ogni festa, ad ogni cena, ad ogni teatro e salotto, con un bicchiere in mano, che finisce sul mio vestito. Signorili tirano fuori il portafoglio e pagano la pulitura, la mia cameriera Annina raccoglie tutto. Ma i vestiti, dopo, non sono più gli stessi. Anche se sembrano perfetti, non lo sono. La macchia c'è, è ormai assorbita, digerita dalle fibre che restano segnate. Lo champagne è più facile da trattare, ma rimane l'odore che io sento perfettamente anche dopo la smacchiatura. Le macchie che incidentalmente mi procuro io sono meno dure di quelle che mi procurano loro. Quando un uomo mi si avvicina con bicchiere e bottiglia in mano, so quello che mi attende. Anche tu avresti dovuto essere più cauta. Mi dirai che un frate non crea sospetto. Il pericolo viene comunque. Mai bere bottigliette insidiose. Rinunciare piuttosto, aspettare. Ma evitare di macchiarsi con i liquidi offerti da uomini che ti guardano seri e benevoli.
Io ormai sono una rotella del meccanismo. Vado avanti a bere liquidi che mi porta qualche gentiluomo, medicine inutili, altre boccettine colorate e amare. E' taardi! Sono stanca di padri e figli che offrono calici di commiserazione, di perdono, di pietà. Ho il petto come un colabrodo, adesso. Per questo mi offrono il conforto. Ma se avessi ancora il petto che avevo prima, florido e carnale, non mi seccherebbero con la redenzione, ma con altre bottiglie di champagne e altro.
Vedi, cara Giulietta, la questione è questa. Stare lontano dalle macchie? Da calici e pozioni ? Alla fine i due padri Capuleti e Montecchi si berranno qualcosa insieme per suggellare la pace. Il tuo bere a sproposito sarà motivo di altre libagioni, altri brindisi. Li vedo i gentiluomini che oggi sono venuti a farmi visita, dopo, alla fine, fermarsi al bistrot sotto casa mia e ordinare dei bicchieri. Berranno e parleranno sottovoce del funerale, nessuno si macchierà il pastrano, si saluteranno alzando il cappello, si daranno appuntamento all'ora stabilita per il corteo.
La mia redenzione è liquida.
tua
Violetta Valery


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