martedì 14 dicembre 2010

Matilde e la terra



VIII casa in Capricorno con fettina di Aquario


Gruglia gruglia suda intruglia, canticchiava mentre vuotava il secondo secchiello d'acqua nel pentolone della polenta che aveva sottratto in cucina, senza curarsi di chiedere il permesso alla nonna. Prese il ramo e ricominciò a mescolare quella che adesso era una brodaglia di fango.
Gruglia gruglia suda intruglia, ci mancava decisamente qualcosa, si lasciò il pentolone alle spalle e cominciò a cercare tra i cespugli e sotto gli alberi, ulteriori ingredienti da aggiungere alla sua pozione magica.
Rosmarino, petali di rosa, una lumaca con la sua chiocciola, una piuma di qualche uccello, delle bacche azzurre. Si, tornò al pentolone, li gettò nella broda e riprese a mescolare. Ma il tutto restava ancora troppo color grigio fango. Non si perse d'animo e tornò in spedizione. Il giardino era grande.
Voleva che la sua minestra fosse colorata come quella che la nonna le serviva in piatto.
Continuò il suo viavai immemore del tempo che passava, ma per quanti ingredienti aggiungesse, il fango restava color fango: inghiottiva tutto. I petali di rosa e le piume si rattrappivano, la chiocciola si confondeva, le bacche erano divenute grigie.
Decise di vuotare parte della broda nel secchiello più piccolo... forse con meno fango e aggiungendo quelle bacche arancioni... No, niente da fare. Sbuffò. Si sedette sull'erba guardando un po' delusa. Forse passò una manciata di secondi che era già in piedi a raccogliere altra terra per rendere l'impasto nuovamente più denso. Quando le sembrò ben fatto, prese il secchiello e lo rovesciò; batté forte sul fondo indi lo sfilò dal suo contenuto che rimase a terra con una vaga forma di torre. Non era esattamente un castello di sabbia; un po' informe perdeva pezzi qua e là; ma decise che si poteva ancora fare. Affondò le mani già completamente impiastricciate e si mise a stringere e a compattare la massa. Ecco quel che poteva venirne fuori: un pupazzo di minestra delle fate.
Schiacciando sul bordò ricavò una testa tondeggiante, due bacche arancioni per occhi e un petalo come bocca appena appena appoggiato. Già si vedeva correre con lui in giardino alla ricerca di nascondigli segreti sotto le radici, dove le fate dei fiori, i gnomi e le farfalle davano le loro feste danzanti. Lo completò mettendogli due funghi come braccia Peccato la chiocciola fosse sparita.. avrebbe potuto essere un bellissimo naso. Mentre era persa nelle sue fantasie passò un signore alto e spigoloso dal viso arcigno con occhiali severi. Lo conosceva, la nonna lo chiamava il politico.
“Ciao Matilde” “ciao.. rispose poco convinta, non le piaceva che arrivasse sempre senza che lei lo notasse prima. “Lo sai che questi sono buoni da mangiare? disse il politico indicando i funghi
No gridò Matilde... inorridita dal pensiero cannibalesco dello spilungone . Ma lui aveva già mozzato un braccio del suo compagno di giochi dicendo “Si guarda... Crunch. ....

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