Casa undicesima in Scorpione Sagittario, Saturno
Ha un intenso colore blu in testa, una valigia con rotelle, una borsa quadrata. Sistema tutto sulla reticella in alto e si siede accanto al finestrino. Da un sacchetto estrae una bottiglietta d'acqua minerale che appoggia sul tavolino di servizio, e un pacchetto avvolto in carta bianca. Guarda fuori l'orologio della pensilina, ancora dieci minuti alla partenza. Toglie l'impermeabile beige, la sciarpa con intrecciati il cobalto e blu di prussia. Gonna e scarpe di pelle chiara con tacco basso. Fuori gli ultimi viaggiatori si affrettano a salire, altri restano a salutare chi parte.
Lei non c'è, per fortuna. Non può essere alla stazione perchè ha il corso di pittura. Meglio essersi salutate a casa. E adesso ? Apre il pacchetto, c'è un pezzo di torta salata avanzata a cena la sera prima. Cinque minuti ancora.
M. le ha mostrato i suoi lavori di cucito, le coperte, i cuscini, i suoi quadri. Ha cucinato, poi si sono sedute in giardino, guardato i pomodori e le zucchine, annusato il timo, bevuto tazze di menta e finocchio. M. abita in una vecchia casa vicino a una boscaglia bassa di arbusti e rocce, lontano dalla città.
Adesso è bello stare sul treno e partire con una sensazione di pienezza e senza alcun rimpianto. M. ha guardato i suoi capelli blu, e ha sorriso. Dopo ha messo sul fornello un pentolino con l'acqua per il te e tirato fuori dal forno un dolce con le noci, spesso e rustico.
Le porte si chiudono, mezzo minuto e il fischio del capostazione. Non sente nulla di struggente a lasciare M. nella sua casa vicino alla boscaglia e le rocce, lontano dalla città. Che cosa si sono dette? Sì, hanno parlato tra i vasi di gerani e di begonie, con i gatti stesi al sole, e in fondo al prato, dove c'èl'uva a ridosso del muro di pietre. Ricorda il silenzio scambiato durante la passeggiata dietro la casa.
Il treno si muove, poco a poco prende velocità, pigramente, per vincere la nostalgia dello stare fermo sui binari. Quel giorno passato da M. è stato come uno stare sulla banchina, ad aspettare un movimento che sarebbe arrivato, la partenza, il separarsi senza che nulla fosse strappato, anzi restituendo a ciascuna la sua dimensione, lo stare lontane come compimento dell'amicizia.
Lei non c'è, per fortuna. Non può essere alla stazione perchè ha il corso di pittura. Meglio essersi salutate a casa. E adesso ? Apre il pacchetto, c'è un pezzo di torta salata avanzata a cena la sera prima. Cinque minuti ancora.
M. le ha mostrato i suoi lavori di cucito, le coperte, i cuscini, i suoi quadri. Ha cucinato, poi si sono sedute in giardino, guardato i pomodori e le zucchine, annusato il timo, bevuto tazze di menta e finocchio. M. abita in una vecchia casa vicino a una boscaglia bassa di arbusti e rocce, lontano dalla città.
Adesso è bello stare sul treno e partire con una sensazione di pienezza e senza alcun rimpianto. M. ha guardato i suoi capelli blu, e ha sorriso. Dopo ha messo sul fornello un pentolino con l'acqua per il te e tirato fuori dal forno un dolce con le noci, spesso e rustico.
Le porte si chiudono, mezzo minuto e il fischio del capostazione. Non sente nulla di struggente a lasciare M. nella sua casa vicino alla boscaglia e le rocce, lontano dalla città. Che cosa si sono dette? Sì, hanno parlato tra i vasi di gerani e di begonie, con i gatti stesi al sole, e in fondo al prato, dove c'èl'uva a ridosso del muro di pietre. Ricorda il silenzio scambiato durante la passeggiata dietro la casa.
Il treno si muove, poco a poco prende velocità, pigramente, per vincere la nostalgia dello stare fermo sui binari. Quel giorno passato da M. è stato come uno stare sulla banchina, ad aspettare un movimento che sarebbe arrivato, la partenza, il separarsi senza che nulla fosse strappato, anzi restituendo a ciascuna la sua dimensione, lo stare lontane come compimento dell'amicizia.
Apre il pacchetto di carta bianca e mangia un pezzetto di torta con il gusto amaro del radicchio rosso.


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