giovedì 30 dicembre 2010

La visita




Casa undicesima in Scorpione Sagittario, Saturno

Ha un intenso colore blu in testa, una valigia con rotelle, una borsa quadrata. Sistema tutto sulla reticella in alto  e si siede accanto al finestrino. Da un sacchetto estrae una bottiglietta d'acqua minerale che appoggia sul tavolino di servizio,  e un pacchetto avvolto in carta bianca. Guarda fuori  l'orologio della pensilina, ancora dieci minuti alla partenza. Toglie l'impermeabile beige, la sciarpa con intrecciati il cobalto e blu di prussia. Gonna e scarpe di pelle chiara con tacco basso. Fuori gli ultimi viaggiatori si affrettano a salire, altri restano a  salutare chi parte.
Lei non c'è, per fortuna. Non può essere alla stazione perchè ha il corso di pittura. Meglio essersi salutate a casa. E adesso ? Apre il pacchetto, c'è un pezzo di torta salata avanzata a cena la sera prima.  Cinque minuti ancora.
M. le ha mostrato i suoi lavori di cucito, le coperte, i cuscini, i suoi quadri. Ha cucinato,  poi si sono sedute in giardino, guardato i pomodori e le zucchine, annusato il timo, bevuto tazze di menta e  finocchio. M. abita in una vecchia casa vicino a una boscaglia bassa di arbusti e rocce, lontano dalla città.
Adesso è bello stare sul treno e partire con una sensazione di pienezza e senza alcun rimpianto. M. ha guardato i suoi capelli blu, e ha sorriso. Dopo ha messo sul fornello un pentolino con l'acqua per il te e tirato fuori dal forno un dolce con le noci, spesso e rustico.
Le porte si chiudono, mezzo minuto e il fischio del capostazione. Non sente  nulla di struggente a lasciare M. nella sua casa vicino alla boscaglia e le rocce, lontano dalla città. Che cosa si sono dette? Sì,  hanno parlato tra i vasi di gerani e di begonie, con i gatti stesi al sole, e in fondo al prato, dove c'èl'uva a ridosso del muro di pietre. Ricorda il silenzio scambiato durante la passeggiata dietro la casa.
Il treno si  muove,  poco a poco prende velocità, pigramente, per vincere la nostalgia dello stare fermo sui binari. Quel giorno passato da M. è  stato come uno stare sulla banchina, ad aspettare un movimento che sarebbe arrivato, la partenza, il separarsi senza che nulla fosse strappato,  anzi restituendo a ciascuna la sua dimensione, lo stare lontane come compimento dell'amicizia.
Apre il pacchetto di carta bianca e mangia un pezzetto di torta con il  gusto amaro del radicchio rosso. 

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