Casa dodicesima in Sagittario
Comincio le osservazioni molto prima che sorga il sole. Cuscino morbido dove appoggiare la camera, e una finestra. Mi apposto con una coperta e un thermos di tè caldo. La camera non è una macchina fotografica. E' uno strumento che ho costruito, e poichè non ho trovato un nome adatto, la chiamo camera. In modo molto approssimativo assomiglia a una macchina fotografica, ma non produce immagini. Serve a raccogliere particelle di luce al confine.
Devo fare una premessa. La luce si manifesta con uno spettro, e viaggia sulle cose costantemente. Tutti sono in grado di vedere i colori dello spettro, riconoscere un blu da un viola. Ma tra un blu 460 e un violetto 450 scorrono particelle di luce che stanno al confine tra i due, e non sono né l'uno né l'altro, o per dire meglio, non più e non ancora blu, e altrettanto per il violetto.
Ho costruito uno strumento con cui posso raccogliere questa luce estrema, che ha origine là dove il punto finale di una frequenza coincide con quello iniziale della frequenza successiva.
La camera è in grado di conservare questa luce per 24 ore, di più non sono ancora riuscito. L'ora migliore per la luce di confine è dalle tre o quattro ore prima dell'alba, quando il buio molto lentamente si trasforma in luce del giorno.
E' difficile catturare queste particelle perchè sono estremamente sfuggenti e labili. Hanno tuttavia una particolarità, sono attirate da un liquido leggermente salato. Ho messo a punto una sorta di piscina nella camera, in cui c'è acqua al 98 %, il resto è sale lacrimale. Per ottenere un micron di questo sale bisogna versare due gocce di liquido lacrimale su uno specchio e farle evaporare.
Nell'atmosfera si manifesta una trasformazione luminosa progressiva. La particella di luce al confine viaggia rapida, incerta sulla traiettoria, trova nel liquido un luogo di sosta. Si adagia sul sale lacrimale, si ferma senza scivolare oltre. Il motivo di questo fenomeno è sconosciuto. Forse un antico collegamento tra luce aurorale e lacrime.
Nell'atmosfera si manifesta una trasformazione luminosa progressiva. La particella di luce al confine viaggia rapida, incerta sulla traiettoria, trova nel liquido un luogo di sosta. Si adagia sul sale lacrimale, si ferma senza scivolare oltre. Il motivo di questo fenomeno è sconosciuto. Forse un antico collegamento tra luce aurorale e lacrime.
Passate tre ore con la camera aperta, sono sicuro di aver catturato alcune particelle. Sigillo il foro d'entrata dello strumento, chiudo la finestra, oscuro la stanza e appoggio la camera sopra il tavolo. Sulla parete di fronte immediatamente la luce al confine si proietta e rimane fluttuante per un giorno intero. Poi impallidendo lentamente fino ai verdi gialli, scompare.
Io mi nutro di questa luce estrema, non ho bisogno di altro.


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