Casa XI, Venere in Leone.
Rifarsi a un film di James Bond è talmente out che con l'accessorio giusto mi ridiventa avanguardia.
Con un atto di estremo coraggio dimostrerò di non temere il trito e ritrito, mi farò possedere dal banale e lo porterò in mezzo a loro... sono sempre così occupati a guardarsi le spalle che non opporranno alcuna resistenza ad un attacco frontale... combriccola di disadattati... ci divertiremo un sacco!
Ore 11 mi presento alla festa, mi apre P. in camicia e berretto da notte rosa cipria e un' enorme patacca di greggio che lo ricopre dallo sterno in giù, credo di intravvedere un cenno di saluto tra le rughe della fronte, sorrido e passo oltre... troooppa profondità e un costume a dir poco incomprensibile.
U. solleva lo sguardo dal congegno che sta riparando (non sta mai con le mani in mano, nemmeno alle feste!) è vestito da scienziato pazzo di Ritorno al Futuro, certo, da lui ci si poteva aspettare qualcosa in più... ma forse stiamo giocando allo stesso gioco... stupiamoli con l'ovvio!
Al bar trovo N. "travestito" (ahahah) da medium transgender e già discretamente brillo, mi trasmette telepaticamente un "sei bellissima" e "non scoprirai mai qual è il mio film" per poi continuare a bere e a mescolare i suoi tarocchi bisunti.
U. solleva lo sguardo dal congegno che sta riparando (non sta mai con le mani in mano, nemmeno alle feste!) è vestito da scienziato pazzo di Ritorno al Futuro, certo, da lui ci si poteva aspettare qualcosa in più... ma forse stiamo giocando allo stesso gioco... stupiamoli con l'ovvio!L. sta fumando una sigaretta al davanzale, la tenuta da Calamity Jane le dona molto... alleggerisce un po' quella sua aura da bambina abusata e vedova di guerra...
Appollaiata su uno sgabello G. è al bancone (oggi è femmina)... belle scarpe... complimenti... azzarda un nude look... peccato sembri in cerca di clienti...
Ed ecco M. statuario nella sua rivisitazione naif ma efficace di un "peplum" qualunque. Mi ha vista ma fa finta di nulla, probabilmente deve dissimulare un'improvvisa vampata di entusiasmo virile...
amore, come sei tenero quando ti scombussolo...
lo raggiungo alle spalle, gli sfioro un bicipite col seno e proseguo incurante la mia passerella.
S. il Vecchio sembra Keith Richards che interpreta Karate Kid, prende da sempre molto sul serio il suo anacronismo congenito. Passando lo sento sussurrare: "Bellezza e Giustizia conoscono il limite" al suo taccuino mp3.
S. il Giovane indossa un pigiama di seta bianca e ha in mano un white russian (sempre che non sia un latte caldo), ha prenotato il privé da dove può osservare tutti senza venir disturbato. Il suo sguardo perennemente malinconico mi stringe il cuore...
E poi c'è il piccolo M. che sgambetta instancabile da un punto all'altro della sala portando messaggi, facendo scherzi e raccontando aneddoti divertenti nella minuscola tuta da astronauta dorato.
Non appena mi vede annuncia a gran voce: "V. è qui, che la festa abbia inizio!"

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