Casa Decima Scorpione
Sono inerte e ricoperto. Non devo fare nulla, solo stare fermo. La terra è soffice, gessosa. Sembro morto e invece sono concentrato, tranquillo. Il buio è riposante, ascolto i rumori.
Anche se non ho carne, ho una certa forza. I miei tessuti sono bianchi, ed è strano come all'inizio della vita ci sia roba piccola, bianca, opaca che sta al buio.
Chi potrebbe seriamente prendere in considerazione un seme grasso?
Un becco. Il mio unico e vero nemico vola, ha due zampette corte, penne e piume e piume.
C'è qualcosa di più rivoltante di un uccello? Neanche un topo o uno lombrico. Per fortuna sono ben sotto e al sicuro, ma se per disgrazia fossi alla superficie, sarei spacciato. Sono voraci, ingordi, e non masticano. Glup e giù in un colpo. Loro volano, io odio quell'aria, le brezze, le bave e gli aliti di vento, le folate. Cosa c'è di più grato e inesauribile della terra marrone e polverosa? L'aria non si coltiva, non nasce nulla dalla sua materia.
Un becco. Il mio unico e vero nemico vola, ha due zampette corte, penne e piume e piume.
C'è qualcosa di più rivoltante di un uccello? Neanche un topo o uno lombrico. Per fortuna sono ben sotto e al sicuro, ma se per disgrazia fossi alla superficie, sarei spacciato. Sono voraci, ingordi, e non masticano. Glup e giù in un colpo. Loro volano, io odio quell'aria, le brezze, le bave e gli aliti di vento, le folate. Cosa c'è di più grato e inesauribile della terra marrone e polverosa? L'aria non si coltiva, non nasce nulla dalla sua materia.
Il mio odio non è soltanto motivato dal fatto che sono cibo per i volatili. Ho un'idiosincrasia per l'aria, le molecole di ossigeno in primis, anzi la parola stessa "ossigeno" mi fa rabbrividire. Mi figuro masse e masse, enormi, e bitorzolute, che si spostano come gigantesche palle di grasso nell'olio atmosferico. Aereo è un frainteso.
E che dire delle piume? L'essere ricoperti da quella roba disposta in file ordinatissime, impermeabili, ripiegate. Trovo sconcertante avere l'apertura per nutrisi dura e appuntita. Che l'uccello sia un essere inferiore è chiaro dagli occhi. Infatti ti guarda spostando la testa di lato, quindi percepisce a metà ogni cosa. E' un occhio freddo il suo, non esprime nè affetto nè rabbia, è vitreo.
E che dire delle piume? L'essere ricoperti da quella roba disposta in file ordinatissime, impermeabili, ripiegate. Trovo sconcertante avere l'apertura per nutrisi dura e appuntita. Che l'uccello sia un essere inferiore è chiaro dagli occhi. Infatti ti guarda spostando la testa di lato, quindi percepisce a metà ogni cosa. E' un occhio freddo il suo, non esprime nè affetto nè rabbia, è vitreo.
L'unica versione che sopporto è l'uccello morto. Steso rigido, col becco chiuso e le penne strette, con pazienza diventa humus anche lui. Questo pensiero è per me di grande soddisfazione, dato che gli uccelli sono esseri superbi. Sebbene usino il suolo per riposarsi, sono del tutto estranei alla dimensione terrestre.
Purtroppo esistono. Non vorrei sembrare eccessivo o impietoso, ma li cancellerei tutti. Lascerei soltanto qualche esemplare di fenice, ben distribuito.
Cosa c'è di più piacevole di un uccello che incenerisce? Non l'ho mai visto, ma per fortuna l'ho sentito pare incredibile ma una fenice è atterrata qua vicino. In reltà si è schiantata con gran fracasso. Poi silenzio, un lieve crepitio e un aroma, non la puzza acre di penne bruciate, ma qualcosa di brioso, sinfonico. Tuttavia devo confessare che quell'odore di fenice bruciata mi ha turbato, e un po' ho temuto per i miei tessuti, che non devono subire alcuna smorzatura. Sono un seme, io.


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