Casa Prima, Capricorno e Acquario, Marte
Ho deciso quando i due architetti S e U sono partiti lasciandomi le chiavi. E' semplice. La casa possiede alcune caratteristiche con le quali io non posso vivere. Per fortuna non tutta la casa è difficile. Il cemento armato a vista appartiene a S, mentre le grandi vetrate a U, che preferisco. Il giardino interno di pietre, ghiaia e una conifera contorta, è stato disegnato da S, mentre la geometria d'acqua e prato è opera di U. Niente fiori nè colori, solo grigio, verde, blu di prussia e oltremare .
Ho cominciato con i cuscini. Il soggiorno ha pareti di cemento nudo dove stanno due grandi tele di un artista islandese che dipinge crateri di vulcani. Il divano è grigio antracite, rigido, basso, seduta corta. I cuscini bordò e viola che ho messo gli danno un'aria più vivace. Ma non è il posto adatto dove restare un intero pomeriggio sprofondati a leggere. La stanza che preferisco è a sud, davanti la piscina.
Per procedere con ordine, devo introdurre il problema più serio che ho dovuto affrontare, quello degli spigoli. Era rischioso passare rasente un corridoio, un disimpegno, o fare le scale che portano al piano superiore. I primi tempi giravo con maglioni grossissimi e calze spesse di lana, e dei cerotti in tasca. Mi graffiavo a giorni alterni. Questa caratteristica della casa era la più intollerabile, finchè ho provveduto. Gomma piuma verde e arancione fascia gli spigoli dei corridoi e dell'atrio, mentre sui gradini ho fatto incollare bolli di gomma multicolor.
Il lato sud della casa è interamente vetro, e dà sulla piscina, una vasca lunga e stretta rivestita di lapislazzuli, incastonata in passerelle di legno grezzo scuro. Attorno un prato inglese tenuto come un quadro astratto, tanto è improbabile trovarvi una foglia secca o una piuma perduta.
Non ho mai visto il giardiniere, ma ho sentito spesso il ronzio lontano di un tosaerba, e l'odore di fieno che rimane nell'aria. Credo aspetti che io dorma o esca, per fare i lavori. Si occupa di tutta la casa, comprese pulizie e provvist. Niente souvenir o peluche sul divano, o roba scaduta nella dispensa. Tutto è pulito e ordinato come per un servizio fotografico su Casa Vogue.
Il giardiniere non è un'anima fredda, come imporrebbe lo stile della casa. Al lunedì trovo sempre un vaso con fiori di campo nella mia stanza, mentre il sabato sul mio libro di lettura compare una stella alpina seccata, che scompare la domenica.
In un angolo della cucina, c'è un mini frigo dove tiene il suo cibo, credo svedese o nordico comunque, aringa alla vaniglia, latte vitaminizzato, biscotti allo zenzero, crostata di mirtilli rossi e birra russa. Mi lascia perplesso il suo nutrimento, l'aringa fa a pugni con la vaniglia, e così tutto il rest, l'unica coerenzatto è la guerra.
Stamattina mi sveglo alle otto. Un odore di fumo, non sgradevole nell'aria. Guardo dalla finestra, una bella colonna di fumo grigio si innalza dal giardino, ma la visuale non è buona. Mi vesto e scendo nella sala da pranzo che ha le vetrate interne, e lì vedo un cumulo che brucia assai allegramente im mezzo alle rocce del giardino metafisico. Un tizio guarda le fiamme, alto, magro, taglio a spazzola, divisa da giardiniere, paletta in mano, carriola a fianco piena di foglie secche. Lo vedo per la prima volta, e mi sembra inquieto nell' immobilità con cui rimane a guardare l'ultima foglia che brucia. Poi la raccolta accurata dei resti in un sacchetto della spazzatura. Guardarlo andar via con il collo diritto e teso, mi ha fatto pensare a quanto sarebbe perfetto in divisa militare. Invece fa il guardiano, restaura spigoli in silenziosa guerra di resistenza affinchè la casa non diventi un ossario.


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