“Una carezza e un cucù dalle scale? Tutto qui?” chiese Nastrino color albicocca seduto sul divano, annoiato dalla conversazione.
“Non c'è altro.” disse Cipria sconsolata, lasciando cadere una lettera sul pavimento, e adagiando le curve sul cuscino.
“Cose che capitano.” fece Nastrino tanto per dire qualcosa, mentre con sguardo distratto percorreva il profilo sinuoso di Cipria. Una linea morbida intercettava la sua attenzione, distraendolo.
“Non ricorda nulla di me.” disse Cipria, sentendo un impalpabile disagio, come se una piumetta sporca le fosse caduta addosso da chissà dove. Nastrino cercava di spostare gli occhi altrove mentre parlava, ma cedeva a quel rotondo che sprofondava nella soffice imbottitura di piume.
“Sarà intimidito. Tutto qui.” avanzò il color albicocca, appoggiandosi su un fianco, in modo da essere più vicino. Si teneva a rispettosa distanza dalla cosa tonda, che gli sembrava curvasse l'aria attorno. Pensò che tutti gli spigoli, gli angoli acuti e ottusi che premevano il mondo, venissero sopraffatti e schiacciati a pureè da quella forma armonica.
“Forse, ma non ricorda. Di me. Niente.” sussurrò mestamente Cipria, e arretrò in modo impercettibile per ripararsi dalle occhiate del color albicocca che calavano più fitte su di lei, come le prime gocce di un temporale.
Nastrino rimase in silenzio e si aggiustò sul divano in modo che la distanza fosse appena un soffio. La curva del contorno di Cipria era vicina ed emanava cerchi armonici nell'aria, come fa un sasso buttato nell'acqua.
“Posso abbracciarti?” proruppe Nastrino che ormai aveva perso ogni interesse a continuare quella conversazione. Voleva stringerla, anzi strizzarla. Far tacere l'ottimismo sguaiato della forma. Ben costretta, avrebbe finito di fare candore tutt'intorno, e già pregustava il piacere di vederla legata come un salame.
Un brivido percorse Nastrino che fissava l'armonica curva senza più ascoltare altro. La cosa tonda si alzò di scatto dal divano.
“Nastrino, sei uno stupido! Adesso devo scivolare giù fino in strada, per mettermi in salvo.” disse Cipria rotolando su un fianco, asciutta e senza lacrime. E si dileguò.
Nastrino albicocca restò a bocca aperta, basito dalla preda che scompariva in un lampo. Si era proteso per avvolgerla stretta con giri e giri intrecciati, fino a disegnare sulla cosa rotonda segmenti di angoli acuti e di angoli ottusi, e far silenzio.
Guardò dalla finestra, fuori era l'alba e gli spigoli intonavano il loro verso stridente nell'aria chiara del mondo. Sospirò.


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