Casa VIII in Toro, vuota.
Sebbene l' hotel sorgesse sopra ad un antico cimitero, (in giardino si intravvedeva ancora lo spigolo di qualche pietra tombale ricoperto dal muschio) nessun soggiorno venne mai rovinato da incidenti soprannaturali indesiderati.
Le camere, confortevoli e insonorizzate, garantivano nottate appaganti qualunque fosse il modo in cui si volesse trascorrerle.
I pasti, rigorosamente a buffet, erano serviti all'aperto e spesso i clienti sceglievano di consumarli seduti sull'erba a mo' di picnic.
Mai nessuno lamentò improvvise folate gelide o inquietanti sussurri notturni.
I morti si dimostravano ospiti squisiti, sopportavano serenamente il continuo andirivieni sulle loro teste, gioivano delle risate dei vivi e palpitavano per i loro sussurri amorosi.
Non avevano alcun interesse a spaventare chi ogni giorno rischiarava la loro monotona esistenza sotterranea.
I tramonti erano sempre spettacolari lassù, i clienti vi assistevano cenando affrettandosi a salire in camera non appena si faceva buio per non rubare nemmeno un minuto all'ebbrezza dell'intimità.
Era allora che i morti uscivano, quando i vivi, ubriachi di cibo, d'amore, e di bellezza non avrebbero mai potuto accorgersi di loro. Riordinavano veloci tutto quello che era stato messo fuori posto e allestivano banchetti lussureggianti per il giorno dopo.
Poi tornavano sotto, a godersi le briciole.


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