Casa III in Leone, vuota.
Un vasto parco dei divertimenti con gazebo aperti e chiusi in stile liberty si estendeva su di un prato con alberi, laghetto e castelletto.
Sotto i gazebo suonavano a rotazione orchestre, gruppi rock, solisti virtuosi e si esibivano i vari ospiti in performance di danza e spettacoli teatrali.
Gli scivoli sull'erba e sull'acqua erano la gioia dei bambini. Nel castelletto si potevano visitare sale dedicate a ogni genere di arte, un centro multimediale con internet point dove, si poteva scegliere tra cabine con telefoni a tasti o a ghiera, entrambe dotate di comode poltrone e mensola per bibite. Settimanali, quotidiani ed una vasta scelta di libri erano consultabili nella sala retrò con libreria e scrittoi vecchio stile per chi preferisse la scrittura cartacea da spedire tramite i piccioni viaggiatori chiusi nella voliera di fronte all'entrata.Data la vastità del parco era stato previsto un trenino elettrico che collegava i vari luoghi e degli schermi su cui venivano proiettati i programmi degli eventi.
Una voce profonda si diffondeva ricordando quanto stava per accadere e dove.
Era facile arrivarci, facile perderci la cognizione del tempo. Il proprietario, anche se lontano provvedeva a tutto con gran lungimiranza e magnificenza.
Era più forte di lui, prendersi cura di quel parco lo faceva sentire un re.
Una tentazione irresistibile.

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