Non dovevano. Dal momento che erano finite lì, non potevano che accettare. Era inutile chiedere, non glielo avrebbe mai concesso. Se c'era qualcosa che non poteva sopportare erano i respiri.
Oscillando se ne andava su e giù a riparare i fili della tela, mentre pensava alle sue vittime. Erano necessarie, ma lo irritavano con le loro pretese. Una volta presa, doveva piegarsi e stare ferma. Muta soprattutto. Volevano sentire qualcosa? Non più, non dove si trovavano adesso. Le voleva così, immobili e docili. Le addentava, un breve assaggio, poi si fermava per sentirne bene il sapore. Bisognava diluire, ritardare perchè il bere da una vittima fosse appagante. Prenderle a brani, tutto in una volta, non gli piaceva. Era l'avanzare lento che confondeva la vittima, le sembrava quasi fosse un gioco, un piccolo anticipo indolore, così si abbandonava, più molle e aperta.
Che una vittima volesse sentire tutto in una volta il piacere di essere divorata, non lo sopportava perchè così diminuiva il suo. E non era disposto a rinunciare, non si era mai visto un divoratore mettersi a contrattare. Doveva essere allontanato, quanto più possibile, quel piacere, perchè lui potesse concentrarsi sull'attimo in cui affondava la bocca nella tenera sostanza della vittima.
E poi in quanto vittima, doveva rinunciare alla sua essenza vitale, cederla a lui, senza agitarsi. Lo sbrano era la celebrazione, una morte per quanto piccola, non era una festa con l'albero della cuccagna su cui arrampicarsi e beccare il prosciutto più grosso. Disprezzava il loro desiderio di condividere, ne era deluso perchè capiva che la vittima non possedeva una vera anima sacrificale. Era sempre più raro trovarne.
Rammendava il lato sud della tela con questi pensieri amari nel cuore. Le prede usavano tanto la parola "naturale", tutto doveva essere "naturale". A lui non interessava la natura. Amava la cerimonia, i gesti lenti, il tempo dilatato, l'artificio. Nutrirsi di una preda per lui non era mangiare. Niente di più lontano dal soddisfacimento schietto e immediato di un bisogno. Se avesse potuto avrebbe accompagnato quel momento con un suono assordante di strumenti e mille nastri colorati, come usavano sugli altipiani orientali.
C'era da fare il lato nord, adesso, pensò oscillando sui fili della ragnatela.


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