lunedì 8 novembre 2010

La casa solare e il visitatore







Casa Terza in Ariete, Sole

Le pantofole di seta sono all'entrata,  appoggiate ad una stuoia. Non c'è campanello, la porta d'ingresso in legno ha grandi venature che disegnano una fiamma. Il tecnico bussa.
La porta si apre e compare una figura alta in controluce, alle sue spalle  un chiarore vivido giallo arancio, i tratti del viso restano in ombra. Il tecnico si presenta, guarda il contorno scuro della persona, ha un'esitazione. Le spalle sono forti per essere femminili, ma la testa è delicata, i capelli morbidi ai lati. La persona  con un cenno gli indica le pantofole. Il tecnico  si toglie le scarpe e infila le babbucce dorate, che gli sembrano comode. La persona gli fa strada, lui segue. Dal modo di muoversi  non ha dubbi, è una donna. Si sente rassicurato. 
Pareti nude e sfumate color  albicocca,  un pavimento di legno scuro e opaco che odora di cera e sandalo. Dall'atrio si apre un salone  illuminato da una luce soffusa arancio, al centro un fuoco brilla dietro l'oblò di una stufa. Una parete  è coperta da una cascata verde di piante,  fino al pavimento. 
Una parete a vetrata dà su una terrazza, dietro un folto di alberi. Davanti, due sedie a sdraio di legno con poggiapiedi, come se ne vedono sui ponti delle navi transoceaniche. Cuscini bianchi di tela grezza. La figura e il tecnico si siedono.
"Ha portato l'Azzurro Rame?" chiede  una voce calda dal timbro molto basso.
"Sì" risponde il tecnico, sorpreso dal timbro  maschile della voce. 
"Vediamo subito." 
Il tecnico esce in terrazza ed estrae dalla borsa un contenitore quadrato nero, che posiziona a terra. Fa scattare l'innesco con un pulsante, e rientra svelto all'interno, resta in piedi. Dopo alcuni minuti dal contenitore si sprigiona un' esplosione stellare in miniatura, con  getti luminosi dalle tonalità cupe del blu fino all'azzurro brillante, con sottili strisce di verde oro. Quindici secondi,  e si spegne.
"Mi piace. Può  aumentare  la  durata e l'altezza?"
"Sì.  Quale base vuole?"
"Viola Cobalto con Malachite" 
"E' rischioso, ci vuole molto spazio intorno, o brucia tutto."
"Non è un problema, l'aspetto tra qualche giorno. Ora mi deve scusare se non l'accompagno, devo rivedere il video dell'Azzurro Rame. Arrivederci ." 
Il tecnico si alza, guarda rapido intorno,  non vede telecamere. 
Non chiede spiegazioni.  Tutto gli è appare necessario e implicito, a cominciare dalle babbucce dorate che ha indossato senza imbarazzo. 
Saluta con un cenno e si avvia all'uscita. Fuori  dalla porta, toglie le pantofole e infila le sue  scarpe. Si ferma .
Ricorda il pavimento profumato di sandalo,  la vivida luce aurorale che sembrava
 sgorgare dalle pareti,  nessuna lampada o un cavo elettrico a vista.
Ma non riesce a ricordare i tratti del viso, del padrone o padrona di casa che sia, ha una sensazione negli occhi di gioia privata, intima,  come quando si guarda da vicino una fiamma brillare.

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